Dalle Stelle Michelin 2026 alla visione di Dino Villani: quando l’enogastronomia diventa identità e territorio

In questi giorni sono state annunciate le Stelle Michelin 2026, un momento che ogni anno porta l’attenzione su un patrimonio straordinario: la capacità della cucina di raccontare territori, tradizioni e comunità.

Molto prima che parlare di food marketing, brand territoriale o promozione enogastronomica diventasse la norma, Dino Villani aveva già intuito la forza di questo linguaggio.

Fu lui, infatti, a fondare, insieme ad Orio Vergani, l’Accademia Italiana della Cucina, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare la cultura gastronomica nazionale.

E fu sempre Villani a ideare i Piatti del Buon Ricordo, trasformando ogni ricetta in un simbolo identitario capace di far viaggiare, attraverso il gusto, la storia e le peculiarità dei territori italiani.

La sua visione era semplice e rivoluzionaria:
👉 la cucina non è solo tradizione, è comunicazione.
👉 un piatto racconta un territorio meglio di qualsiasi slogan.
👉 l’enogastronomia è uno dei più potenti strumenti di valorizzazione culturale e turistica.

Questa intuizione di Villani si trasformò anche in una appassionata collezione di menù storici, che compongono ora una parte rilevante del Fondo Villani Scarpellini.

Oggi, mentre celebriamo le nuove eccellenze gastronomiche italiane, riconosciamo anche l’eredità di un intuizione che ha anticipato i tempi e che il Fondo Villani Scarpellini continua a custodire e divulgare: promuovere il territorio significa anche saperne raccontare il sapore.